Interventi di recupero post sisma dell’Emilia 2012
messa in sicurezza, riparazione e consolidamento statico di edifici interessati dal sisma dell’Emilia, 2013-2017

Lotto gotico nel centro storico di Carpi
intervento di messa in sicurezza temporanea di edificio in aggregato
Committente: privato
Progetto architettonico: geom. Roberto Mantovani
Strutture: ing. Bianca Irene Vicini, ing. Federico Zamboni
Ubicazione: Carpi (MO)
Anno: 2013-2014



Corte colonica a Soliera
intervento di riparazione e consolidamento di edificio principale e fabbricato accessorio
Committente: Azienda Agricola Pepi
Progetto architettonico: geom. Roberto Mantovani
Strutture: ing. Bianca Irene Vicini, ing. Federico Zamboni
Ubicazione: Soliera (MO)
Anno: 2013-2015




Corte colonica a Carpi
intervento di riparazione e consolidamento di edificio principale e fabbricato accessorio
Committente: privato/agriturismo Cà Marsiglia
Progetto architettonico: geom. Roberto Mantovani
Strutture: ing. Bianca Irene Vicini, ing. Federico Zamboni
Ubicazione: Carpi (MO)
Anno: 2013-2015




Insediamento sull’argine a Novi
intervento di riparazione e consolidamento di edificio residenziale e fabbricato accessorio
Committente: privato
Progetto architettonico: arch. Fabrizio Gruppini
Strutture: ing. Bianca Irene Vicini, ing. Federico Zamboni
Ubicazione: Novi di Modena (MO)
Anno: 2013-2015



Edificio per abitazioni a Cortile di Carpi
intervento di riparazione e consolidamento di edificio residenziale e ricostruzione di fabbricato accessorio
Committente: privato
Progetto architettonico: arch. Fabrizio Gruppini
Strutture: ing. Bianca Irene Vicini, ing. Federico Zamboni
Collaudo: ing. Andrea Guidotti
Ubicazione: Cortile di Carpi (MO)
Anno: 2013-2016


Quando una ciotola o un vaso prezioso cadono, frantumandosi, solitamente i cocci si buttano con rabbia, dispiacere o indifferenza.
L’antica arte giapponese del kintsugi, invece, nel riunire i pezzi dell’oggetto rotto con l’uso di un metallo prezioso, evidenzia le fratture, le impreziosisce, esaltando le nuove nervature create. Ogni pezzo riparato diviene unico per la casualità con cui la ceramica si frantuma e per le “decorazioni” che si formano. L’arte di abbracciare il danno, di non vergognarsi delle ferite nascondendole, è la lezione simbolica che insegna il kintsugi, così le cicatrici diventano bellezza da esibire, la rottura di un oggetto non ne rappresenta più la fine.
Fuori di metafora, i cantieri della ricostruzione successiva al sisma che ha colpito l’Emilia nel 2012, da noi seguiti per gli aspetti di consolidamento e ripristino delle strutture danneggiate degli edifici, sono stati affrontati nella consapevolezza che, più che nella consuetudine dell’attività lavorativa, si era chiamati a sanare “ferite” che non affliggevano solo i muri, i pilastri, i solai. Ed i cui segni difficilmente sarebbero bastati gli intonaci a cancellare.
Per questo le immagini mostrano le costruzioni ancora lesionate e alcuni degli elaborati dei progetti di recupero: gli edifici, prima abitati, sono stati ora restituiti tutti all’uso, ma ci sembra altrettanto importante, forse più importante, la memoria delle ferite e del cammino per ricucirle.